| Abstract |
"Il parere approvato a luglio 2025 dalla Corte internazionale di Giustizia sulla responsabilità legale degli Stati verso il cambiamento climatico non è rimasto lettera morta. Il 20/05/2026, infatti, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha accolto una specifica risoluzione su quanto sancito lo scorso anno, dando nuovo impulso alla tutela dell’ambiente in ogni sua forma. Va detto che il testo è stato oggetto di ampio dibattito tra posizioni differenti, tant’è che il via libera definitivo è arrivato con 141 voti favorevoli e 8 contrari da parte di Bielorussia, Iran, Israele, Liberia, Federazione Russa, Arabia Saudita, Stati Uniti e Yemen, oltre a 28 astensioni. Nella risoluzione il riferimento all’energia è al punto 4, dove si esortano gli Stati, “nel contesto dell’Accordo di Parigi e delle loro diverse circostanze, percorsi e approcci nazionali, ad attuare misure per raggiungere l’obiettivo collettivo di contenere l’aumento della temperatura media globale a 1,5 gradi Celsius al di sopra dei livelli preindustriali, in conformità con le migliori conoscenze scientifiche disponibili, anche triplicando la capacità di energia rinnovabile e raddoppiando il tasso medio annuo globale di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030, abbandonando i combustibili fossili nei sistemi energetici in modo giusto, ordinato ed equo e in modo da raggiungere zero emissioni nette entro il 2050 in conformità con le conoscenze scientifiche, ed eliminando gradualmente e il prima possibile i sussidi inefficienti ai combustibili fossili che non affrontano la povertà energetica o le transizioni giuste”. ..." |